Guida completa

Come si usa Tendfolio, funzione per funzione, con le schermate del pannello. Dove c’è una procedura i passaggi sono numerati e vanno seguiti in quell’ordine; gli elenchi con la spunta sono invece cose da sapere, non da fare. Se cerchi il riferimento degli endpoint, è nella documentazione API.

Primi passi

Tendfolio tiene sotto controllo installazioni WordPress che non stanno sullo stesso server e spesso non hanno nemmeno lo stesso proprietario. Si collega a ognuna con un piccolo plugin — il connettore — e da quel momento aggiornamenti, backup, sicurezza e disponibilità si guardano e si comandano da un posto solo. Per arrivare al primo sito sorvegliato servono quattro passaggi, in quest’ordine.

1Passo 1. Crea l’organizzazione

Registrandoti nasce un’organizzazione: è il contenitore dei tuoi siti, delle persone che ci lavorano e del piano. Se lavori per più clienti non servono account separati — i siti stanno tutti qui e i permessi decidono chi vede cosa. Il piano gratuito include cinque siti, per sempre, senza carta di credito.

2Passo 2. Collega il primo sito

Vai su Siti → Aggiungi installazione WordPress e inserisci l’indirizzo. Tendfolio genera una connection key: è la password monouso con cui il plugin si presenta al pannello, e va incollata nel connettore sul sito. L’etichetta è il nome con cui vedrai il sito in elenco: conviene metterci il nome del cliente.

3Passo 3. Aspetta la prima lettura

Appena il connettore risponde, Tendfolio legge versione di WordPress, plugin, temi, utenti, spazio e stato di sicurezza. Ci vogliono pochi secondi e il sito passa a «Connesso». Da qui in poi la lettura si ripete da sola più volte al giorno, e il controllo di disponibilità parte subito.

4Passo 4. Decidi chi riceve gli avvisi

Impostazioni → Notifiche: scegli email e Telegram, categoria per categoria. È il passaggio che salta la maggior parte delle persone, e senza il quale un sito può restare giù tutta la notte con l’avviso fermo nella campanella del pannello, che nessuno guarda alle tre di notte.

Primi passi
Aggiungi installazione WordPress: basta l’indirizzo; etichetta e datacenter sono facoltativi.

Collegare un sito

Il connettore è un plugin WordPress che parla soltanto con Tendfolio. Ogni richiesta è firmata con la connection key, quindi nessun altro può usarlo, e le credenziali di accesso al sito — utente e password di WordPress — non passano da qui e non ci vengono mai chieste. Il plugin resta di tua proprietà: se un giorno smetti di usare Tendfolio, lo disinstalli e il sito non se ne accorge.

Come si installa

  1. Su Tendfolio, apri Siti → Aggiungi installazione WordPress e scrivi l’indirizzo completo (con https://). L’etichetta si compila da sola col dominio: cambiala solo se preferisci chiamarlo in un altro modo.
  2. Scarica il plugin dalla stessa schermata. In alternativa puoi installarlo da wp-admin → Plugin → Aggiungi nuovo → Carica plugin, come faresti con qualsiasi altro .zip.
  3. Attiva il plugin sul sito. Nel menu di WordPress compare la voce Tendfolio.
  4. Incolla la connection key nella pagina di configurazione del plugin e salva.
  5. Non chiudere la pagina: si accende da sola appena il connettore si fa vivo, e ti dice cosa ha letto — versione di WordPress e numero di plugin. Se hai chiuso la scheda prima di incollare la chiave, dalla stessa pagina puoi generarne una nuova: la vecchia smette di valere.

Gli stati del sito, e cosa vogliono dire

  • In attesa — la chiave è stata generata ma il plugin non si è ancora fatto vivo. Quasi sempre è una di due cose: la chiave incollata a metà (è lunga, usa il pulsante di copia) oppure un sito che da internet non si raggiunge — in locale, dietro VPN o protetto da password.
  • Connesso — tutto a posto: Tendfolio legge lo stato del sito e, quando glielo chiedi, ci scrive (aggiornamenti, backup, correzioni).
  • Disconnesso — il sito non risponde da un po’. Tendfolio continua a riprovare da solo, senza che tu debba fare niente: se torna raggiungibile si ricollega.
  • Errore — il plugin risponde ma qualcosa non va: chiave non valida, permessi del filesystem, versione di PHP troppo vecchia. Il messaggio esatto è nella scheda del sito.

Se il sito cambia dominio, aggiorna l’indirizzo dalla sua scheda: Tendfolio continua a controllare quello che conosce, e un vecchio indirizzo che non risponde più verrebbe scambiato per un disservizio.

La dashboard

La prima schermata risponde a due domande, nell’ordine in cui te le poni la mattina: c’è qualcosa che non va? e cosa devo fare? In cima il verdetto in una riga, subito sotto la coda «Da fare» con tutto ciò che chiede attenzione, poi la flotta sito per sito. Ogni informazione compare una volta sola, al posto giusto.

  • Il titolo in cima è il verdetto: «Tutta la flotta è operativa» oppure «2 siti hanno bisogno di attenzione», con l’uptime medio delle ultime 24 ore sotto. Se dice che va tutto bene, puoi chiudere la pagina.
  • «Da fare oggi» è una linea del tempo a capitoli — Guasti, Sicurezza, Aggiornamenti, Operazioni — con tutto ciò che chiede una decisione. Gli aggiornamenti si spuntano e si lanciano da lì con «Safe Update», senza cambiare pagina.
  • Un aggiornamento che corregge una falla di sicurezza è UNA riga, non due: la coda lo segnala con «corregge una falla critica» e lo mette in cima. Aggiornare quel plugin è chiudere quell’avviso.
  • A destra, la flotta come elenco di schede compatte: anteprima del sito, stato in una frase («Operativo · 100% · 412 ms · 2 aggiornamenti»), e la piccola curva dei tempi di risposta recenti. I siti con qualcosa in sospeso stanno in cima.
  • Se non c’è niente da fare, la linea del tempo lo dice con una riga sola: l’assenza è l’informazione. Le operazioni fallite compaiono come capitolo «Operazioni» solo quando ce ne sono; la cronologia completa sta nel registro attività.
La dashboard
La panoramica: stato della flotta, siti, aggiornamenti e sicurezza in una schermata sola.

I siti e la loro scheda

L’elenco dei siti è la vista operativa: chi è online, quanto ci mette a rispondere, quanti aggiornamenti e quanti avvisi ha, che versione di WordPress gira. Da qui si cerca per nome o dominio, si filtra per stato e si passa alla vista a schede se preferisci le anteprime. Aprendo un sito si entra nella sua scheda, che è divisa per argomento.

Le schede del sito

  • Panoramica — la coda «Da fare» del sito (aggiornamenti da lanciare con Safe Update, falle da chiudere, connettore, collegamenti rotti), poi disponibilità e velocità, punteggio di sicurezza e in fondo la scheda tecnica: contenuti, versioni di WordPress, PHP e connettore.
  • Plugin — l’elenco completo con versione installata, versione disponibile e stato. Da qui si aggiorna, si attiva, si disattiva, si elimina e si accende l’aggiornamento automatico del singolo plugin.
  • Backup — le copie disponibili con data e dimensione, il download e il ripristino, più la pianificazione automatica.
  • Scansione dettagliata — i controlli di sicurezza uno per uno, con il loro esito e la spiegazione di cosa è stato verificato.
  • Attività & Log — tutto quello che è successo su questo sito, comprese le modifiche fatte da qualcun altro direttamente in wp-admin.
  • Report cliente — il riepilogo del periodo da mandare a chi paga, con il link pubblico.

Cosa puoi fare da qui

  • Accedi a WP-Admin con un clic, senza password condivise: Tendfolio apre una sessione monouso valida 60 secondi. È il modo giusto di dare accesso temporaneo a un collaboratore senza creargli un utente.
  • Metti il sito in manutenzione con un messaggio scritto da te. Mentre è in manutenzione i controlli continuano ma restano fuori dalle statistiche, così un intervento programmato non ti abbassa la disponibilità del mese.
  • Dal menù «…» in alto a destra nella testata: rinomina il sito, correggi l’indirizzo, scarica una copia aggiornata del connettore o aggiornalo da remoto.
  • Togli il sito dalla flotta quando il rapporto col cliente finisce: il plugin resta installato sul sito ma smette di rispondere, e i dati storici escono dal tuo pannello.
I siti e la loro scheda
L’elenco dei siti, con disponibilità, tempo di risposta, aggiornamenti in attesa e avvisi aperti.
I siti e la loro scheda
La scheda di un sito: prestazioni, punteggio di sicurezza, azioni rapide e informazioni di sistema.

Monitoraggio e disponibilità

Il controllo è esterno: Tendfolio chiama il sito da fuori, come farebbe un visitatore qualsiasi, senza passare dal connettore. È la differenza che conta, perché quando WordPress va a terra il plugin non risponde più — e un monitoraggio che si affida al plugin, in quel momento, tace. Qui invece il controllo continua e diventa un avviso.

Come si configura il monitoraggio di un sito

  1. Apri Monitoring e scegli il sito, oppure vai sulla sua scheda: in alto a destra trovi «Impostazioni».
  2. Scegli ogni quanto controllarlo. Un minuto per i siti che vendono, cinque o dieci per i siti vetrina: controllare più spesso non li rende più affidabili, accorcia solo il tempo fra il guasto e l’avviso. Il piano gratuito parte da cinque minuti — le cadenze più fitte restano visibili ma spente, e la scelta che avevi fatto torna valida se passi di piano.
  3. Imposta dopo quanti controlli falliti consecutivi far partire l’allarme. Con tre e un intervallo di un minuto, un sito deve essere irraggiungibile per tre minuti prima che qualcuno venga svegliato: è il filtro che tiene fuori i singhiozzi di rete.
  4. Lascia acceso il rilevamento delle pagine di errore di WordPress, e se il sito ha una funzione che DEVE esserci — il pulsante «Aggiungi al carrello», un numero di telefono, il nome di un prodotto — scrivila nella parola chiave.
  5. Più in basso, «Controllo dopo gli aggiornamenti»: se dopo un aggiornamento conta più di tutto una pagina precisa — il carrello, l’area riservata — scrivila in «Pagina da verificare», e accanto il testo che lì c’è sempre («Procedi al pagamento»). Una pagina rotta risponde spesso «tutto ok» ma senza il suo contenuto: quel testo è l’unico modo di accorgersene da fuori. Se cade, l’aggiornamento viene annullato.
  6. Salva. Da quel momento il primo controllo parte entro un minuto; con «Controlla ora» lo forzi subito per vedere l’esito.

Cosa controlla

  • Che il sito risponda, e in quanto tempo: un intervallo da 1 a 30 minuti, scelto per singolo sito. Il minimo dipende dal piano: cinque minuti sul gratuito, un minuto sui piani a pagamento.
  • La soglia di conferma, cioè quanti controlli falliti consecutivi servono prima di dichiarare il disservizio. Il valore normale è tre.
  • Il contenuto della pagina, non solo il codice di risposta: riconosce l’errore di connessione al database, l’errore critico di WordPress, la pagina bianca e l’account sospeso dall’hosting. Sono tutti casi in cui il server risponde «200 OK» e un monitoraggio normale dice che va tutto bene.
  • Una parola chiave a tua scelta, che deve comparire nella pagina (o che non deve comparire). Copre i guasti che nessun elenco può prevedere: il carrello sparito, il modulo di contatto rotto, la homepage sostituita.
  • La scadenza del certificato HTTPS e del dominio, con avvisi scaglionati a 30, 14, 7, 3 e 1 giorno — e per il dominio già a due mesi, perché rinnovarlo può richiedere passaggi che non si fanno in un pomeriggio.

Come si leggono i numeri

  • La disponibilità si misura sul TEMPO, non sul numero di controlli riusciti: sotto ogni percentuale è scritto quanto tempo abbiamo davvero osservato. «100% su 3 ore osservate» e «100% su 30 giorni» sono due cose diverse, ed è giusto che si vedano diverse.
  • Quattro finestre: 24 ore, 7 giorni, 30 giorni e 12 mesi. Quella dei 12 mesi è il numero che finisce nei contratti.
  • Tempo di risposta minimo, medio e massimo delle ultime 24 ore, più il grafico: serve ad accorgersi di un sito che sta rallentando prima che si fermi del tutto.
  • L’elenco dei disservizi con la causa scritta in italiano («la parola chiave è sparita dalla pagina») e sotto l’errore tecnico grezzo, quello da incollare nel ticket all’hosting.
  • «Controlla ora» forza un controllo immediato senza aspettare il giro: utile subito dopo aver sistemato qualcosa, per vedere se è tornato tutto a posto.

Le prestazioni, misurate da Google

  • Il punteggio è quello di PageSpeed Insights, lo stesso che il tuo cliente vede se lo cerca da solo. Non lo calcoliamo noi apposta: un numero nostro che dicesse «buono» dove Google dice 43 non servirebbe a nessuno.
  • Si misura una volta a settimana, sulla versione mobile — quella su cui Google giudica il posizionamento. Più spesso non avrebbe senso: il punteggio si muove quando qualcuno tocca tema, plugin o immagini, non da un giorno all’altro.
  • Accanto al punteggio c’è la variazione rispetto alla misura precedente: è la riga con cui dimostri al cliente che il lavoro fatto è servito. Alla prima misura non c’è, perché non c’è ancora niente da confrontare.
  • Le tre metriche sotto dicono DOVE si perde tempo: LCP è quando compare il contenuto principale (di solito un’immagine troppo pesante), CLS è quanto la pagina balla mentre carica, TBT è quanto resta sorda ai clic per colpa degli script.
  • Il pallino accanto a ogni metrica usa le soglie di Google: verde, arancio o rosso. La prima misura arriva entro pochi giorni dal collegamento del sito, non subito.
  • Sotto le metriche c’è «Cosa fare per andare più veloci»: le voci arrivano da Google con il risparmio stimato accanto — «comprimi le immagini · −2,4 s» — ordinate da quella che rende di più. Il voto dice che c’è un problema, questa lista dice da dove cominciare.
  • Il copilota AI legge le stesse misure e le incrocia con i plugin che hai installato, cosa che il rapporto di Google non può fare: «il tuo LCP è 4,2 s e il 60% del peso sono immagini — hai Elementor senza un plugin di ottimizzazione». Non costa un’analisi in più: viaggia dentro quella che già chiedi.

La manutenzione programmata non sporca le statistiche. Mentre un sito è in manutenzione i controlli vengono registrati ma restano fuori dal calcolo della disponibilità e non fanno partire nessun avviso: un intervento di due ore annunciato al cliente non ti costa lo 0,3% del mese.

Monitoraggio e disponibilità
Il dettaglio di un sito: disponibilità su quattro finestre, tempi di risposta e disservizi.
Monitoraggio e disponibilità
Impostazioni del monitoraggio: intervallo, soglia di conferma, rilevamento errori e parola chiave.

Aggiornamenti

Una schermata sola per core, plugin e temi di tutta la flotta. Il vantaggio non è solo il tempo risparmiato: aggiornando lo stesso plugin su dieci siti in un’operazione, se una versione è difettosa lo scopri una volta e lo sai per tutti, invece di scoprirlo dieci volte in dieci giorni diversi.

Come si aggiorna in blocco

  1. Apri Aggiornamenti: l’elenco mostra ogni aggiornamento disponibile con il sito, la versione attuale e quella nuova.
  2. Se non conosci una versione, apri il changelog dalla riga: si legge lì, senza andare a cercarlo su wordpress.org.
  3. Spunta le righe che vuoi aggiornare. Puoi selezionare lo stesso plugin su più siti in un colpo solo.
  4. Controlla che «Safe Update» sia acceso: è l’interruttore che fa il backup del database prima di toccare qualcosa.
  5. Premi «Aggiorna selezionati» e lascia lavorare. A fine operazione ogni riga porta il suo esito, e il registro attività conserva tutto.

Cosa succede se qualcosa si rompe

  • Prima di aggiornare, con «Safe Update» acceso, viene salvata una copia del database del sito.
  • Dopo l’aggiornamento Tendfolio richiama il sito per verificare che risponda ancora e che non mostri un errore critico. Controlla la homepage e, se ne hai indicata una in «Pagina da verificare», anche quella: è lì che si vedono i guasti che una homepage nasconde.
  • Se il sito non risponde più, plugin e temi vengono riportati alla versione precedente da soli, senza aspettare che te ne accorga.
  • In ogni caso ricevi un avviso con cosa è stato aggiornato, cosa è fallito e cosa è stato riportato indietro.
  • L’aggiornamento automatico si può accendere plugin per plugin dalla scheda del sito: comodo per i plugin di sicurezza, sconsigliato per quelli che toccano il layout.

Gli aggiornamenti fatti fuori da Tendfolio

  • Il pulsante «Aggiorna» di wp-admin è a un clic di distanza, e gli aggiornamenti automatici di WordPress non chiedono il permesso a nessuno. Tendfolio li vede lo stesso: il connettore lo dice appena succede, non alla scansione successiva.
  • Nel registro trovi cosa è cambiato, da quale versione a quale e da dove: il pannello di WordPress, un aggiornamento automatico o la riga di comando. Se è stato un utente del sito, c’è anche chi.
  • Subito dopo Tendfolio controlla che il sito risponda ancora, con le stesse pagine dell’aggiornamento sicuro. Se si è rotto ricevi un avviso grave, con scritto quale componente è stato toccato.
  • Tendfolio non riporta indietro niente da solo. Un aggiornamento che non hai chiesto tu può averlo voluto qualcun altro — il cliente, un collaboratore — e annullarlo di nascosto sarebbe peggio del guasto.
  • Per 48 ore la scheda del sito mostra un banner con «Riporta indietro»: lo premi tu, dopo aver letto cosa tornerebbe e a quale versione.
  • Torna indietro il codice, non i dati: se un plugin ha modificato il database aggiornandosi, quelle modifiche restano. Per riportare indietro anche i dati serve il ripristino di un backup.
  • Se un plugin uccide WordPress del tutto — errore fatale, pagina bianca — il sito non è più in grado di parlare, ma un piccolo presidio installato accanto al connettore sì: sopravvive al guasto e ti dice quale file l’ha causato. Riporta soltanto, non disattiva niente da sé.
Aggiornamenti
Gli aggiornamenti di tutta la flotta, con sito, versione di partenza e versione di arrivo.

Plugin su più siti

Cercare un plugin e installarlo su dieci siti in un’operazione sola, oppure caricare uno zip tuo — per esempio un plugin a pagamento di cui hai la licenza multi-sito.

Come si installa su più siti

  1. Apri Installa plugin e cerca per nome o per funzionalità. La ricerca interroga wordpress.org e funziona meglio in inglese: «contact form» trova più cose di «modulo di contatto».
  2. Apri i dettagli se vuoi controllare valutazione, installazioni attive e data dell’ultimo aggiornamento — un plugin fermo da due anni è un rischio, non un risparmio.
  3. Premi «Seleziona» e scegli su quali siti installarlo.
  4. Conferma: Tendfolio installa su tutti i siti scelti e ti mostra l’esito riga per riga. Quelli dove il plugin c’era già vengono saltati.

Buono a sapersi

  • «Più usati nella tua flotta» mostra quello che hai già installato altrove: serve a non ritrovarsi con due plugin che fanno la stessa cosa su siti diversi.
  • Un plugin a pagamento si carica in .zip e si installa dove serve, esattamente come quelli del catalogo.
  • L’installazione non attiva il plugin di default: lo attivi tu dalla scheda del sito quando sei pronto.
  • Attivazione, disattivazione ed eliminazione si fanno dalla scheda del singolo sito, nella scheda Plugin.
Plugin su più siti
Installazione multi-sito: cerca, scegli i siti, installa.

Sicurezza

Le vulnerabilità non le inventiamo noi: arrivano dal feed Wordfence Intelligence, che è l’archivio pubblico delle falle note nei plugin e nei temi di WordPress, con il codice CVE e la versione che le corregge. A questo si aggiungono i controlli di configurazione, cioè le cose che sul sito sono lasciate aperte per distrazione.

Come si chiude un avviso

  1. Apri Sicurezza: gli avvisi sono raggruppati per gravità e ogni riga dice quali siti sono coinvolti.
  2. Clicca sull’avviso per leggere la spiegazione in linguaggio chiaro — cosa può succedere davvero — e i passi di risoluzione in ordine di priorità.
  3. Se esiste una correzione applicabile da Tendfolio, il pulsante la esegue sul sito. Parte solo dopo la tua conferma, mai da sola.
  4. Se l’avviso non ti riguarda (succede: un controllo generico su un sito con esigenze particolari), premi «Ignora». La regola resta e l’avviso non ritorna alla scansione successiva.
  5. Rilancia la scansione per verificare: il punteggio si aggiorna e l’avviso sparisce dall’elenco.

Cosa vedi

  • Un punteggio da 0 a 100 per ogni sito e la media della flotta: serve a capire dove intervenire prima, non a vantarsi.
  • Le vulnerabilità note con codice CVE, gravità e la versione che le corregge — che quasi sempre significa: aggiorna quel plugin.
  • I controlli di configurazione: editor dei file dal pannello, utente chiamato «admin», XML-RPC esposto, intestazioni HTTP di sicurezza mancanti, versioni di WordPress e PHP visibili dall’esterno.
  • Gli utenti WordPress del sito: chi sono, che ruolo hanno, quando hanno fatto l’ultimo accesso. Da qui si bloccano quelli che non servono più.
  • La scansione si lancia a mano su un sito o su tutta la flotta, e comunque gira da sola a intervalli regolari.
Sicurezza
Gli avvisi attivi della flotta, raggruppati per gravità e con i siti coinvolti.

Collegamenti rotti

Un indirizzo scritto in una pagina può morire senza che nessuno se ne accorga: il sito che citavi chiude, cambia struttura, sposta un articolo. Il collegamento resta lì, e chi ci clicca trova un errore. Tendfolio legge i contenuti pubblicati, prova ogni indirizzo dall'esterno e ti dice quali non rispondono più.

Come si legge e si corregge

  1. Il controllo parte spento su ogni sito: apri il sito, vai sulla scheda «Link» e accendi l'interruttore «Controllo attivo». Il primo giro parte subito.
  2. Ogni riquadro è un indirizzo che non risponde più: in alto c'è il motivo — «il dominio non risponde più», «la pagina non esiste più» — e l'indirizzo, cliccabile, per controllare di persona.
  3. Sotto ci sono le pagine in cui quell'indirizzo è scritto, con il testo cliccabile fra virgolette: è così che lo ritrovi dentro l'articolo.
  4. «Modifica in WordPress» apre quella pagina già pronta da modificare, senza password. Correggi l'indirizzo o togli il collegamento, e salva.
  5. Al controllo successivo la voce sparisce da sola. Se hai fretta, «Controlla ora» rifà il giro subito.
  6. Se non ti serve più, spegni lo stesso interruttore: da quel momento nessuna richiesta parte da Tendfolio verso quegli indirizzi.

Cosa decide il sistema

  • Il giro è giornaliero e guarda solo i contenuti pubblicati, fino a 400 collegamenti per sito.
  • Le voci sono raggruppate per indirizzo, non per pagina: lo stesso indirizzo morto citato in quattro punti è un problema solo, con quattro correzioni da fare.
  • Un 404 viene segnalato subito, perché è il server stesso a dire che la pagina non c'è. Un errore di rete o un 500 deve ripetersi per tre giri prima di comparire: i server singhiozzano, e un elenco che grida al lupo non lo guarda più nessuno.
  • Un 401, un 403 o un 429 non sono collegamenti rotti: la pagina esiste e sta rifiutando i robot. Non te li segnaliamo.
  • Quelli che hanno fallito una o due volte sono contati in fondo come «in osservazione»: li stiamo guardando, ma non li chiamiamo ancora rotti.
  • «Non segnalarlo più» vale per tutto l'indirizzo e non cancella niente: resta nei conteggi, esce dall'elenco dei problemi aperti.
  • Quando ci sono collegamenti rotti la panoramica del sito lo dice con un avviso, e il numero degli indirizzi compare sulla linguetta «Link»: non serve entrare per accorgersene.
  • Il controllo si accende per sito, non per organizzazione: puoi tenerlo su tre siti e spento sugli altri, e i siti spenti non vengono nemmeno interrogati.
Collegamenti rotti
La scheda «Link» di un sito: due indirizzi morti e i punti dei contenuti in cui sono scritti.

Backup e ripristino

Database e file, dal pannello, senza toccare FTP né pannelli dell’hosting. Un backup serve a due cose molto diverse: tornare indietro quando qualcosa si rompe, e portarsi via una copia quando il cliente cambia fornitore. Tendfolio fa entrambe.

Come si ripristina un backup

  1. Apri la scheda del sito e vai su Backup: le copie sono in ordine di data, con tipo, dimensione e giorno di scadenza.
  2. Scegli la copia da rimettere. Nel dubbio prendi l’ultima precedente al problema, non l’ultima in assoluto.
  3. Premi «Ripristina» e conferma. Il ripristino avviene a blocchi, così anche un archivio da centinaia di megabyte non va in timeout a metà.
  4. Aspetta la fine dell’operazione senza chiudere il sito in manutenzione: al termine Tendfolio ricontrolla che il sito risponda.

Come funzionano i backup

  • «Solo database» è un dump compresso: leggero, veloce, contiene contenuti e impostazioni. «Database + file» aggiunge lo zip di wp-content, quindi temi, plugin e media.
  • I backup pianificati si impostano per sito: ogni quante ore, a che ora e per quanti giorni conservarli.
  • Prima di ogni aggiornamento in blocco ne viene fatto uno di sicurezza, se «Safe Update» è acceso: è quello che permette il ritorno indietro automatico.
  • Il download passa da un collegamento a scadenza: puoi mandarlo a uno sviluppatore esterno senza dargli accesso al pannello.
  • Lo spazio è quello del tuo piano ed è sempre visibile in fondo alla pagina.
  • Il backup a mano si lancia da due punti: «Backup ora» fra le azioni rapide della panoramica, che ti chiede cosa salvare, e il pulsante nella scheda Backup, dove il tipo lo scegli dal menù accanto. In entrambi i casi la scelta è la stessa.
  • La dimensione del database non è più un ostacolo: il dump viene scritto e riletto a pezzi, sul sito e qui, quindi anche i negozi con anni di ordini si salvano e si ripristinano come gli altri.
  • Nell’archivio dei file entra anche il wp-config.php del sito, con le sue chiavi di sicurezza. Serve il giorno in cui devi ricostruire tutto altrove — un ripristino normale non lo tocca, perché sovrascrivere la configurazione di un sito vivo con quella di tre settimane fa lo spegnerebbe.
  • Ogni notte Tendfolio rilegge le copie di ogni sito e controlla che siano integre: il dump del database riga per riga, l’archivio dei file dal suo indice interno, e — per le copie che si appoggiano a una precedente — che tutti gli anelli della catena esistano ancora. Un file arrivato a metà si scopre adesso, non il giorno in cui serve. Se una copia non regge, ricevi un avviso.
  • La dimensione del sito non blocca più il backup: il connettore lavora a fette brevi e riprende da dove si era fermato, quindi nessuna richiesta dura abbastanza da essere interrotta dall’hosting. Sui siti molto grandi l’archivio nasce in più parti, che al ripristino vengono applicate una dopo l’altra.
  • Non tutte le copie dei file pesano uguale, ed è voluto: quando il sito è cambiato poco, Tendfolio salva solo la differenza rispetto alla copia precedente invece di rifare l’intero pacchetto. Nell’elenco quella copia sembra minuscola, ma si ripristina come le altre — è Tendfolio a rimettere insieme i pezzi al momento del ripristino. Ogni tanto riparte da una copia intera, così le catene restano corte.
  • Se in un giorno non è cambiato nemmeno un file, quel giorno non compare una copia nuova: nel diario del sito trovi la riga «Nessun file cambiato» e resta valida la copia precedente. Non è un backup mancato ed è il motivo per cui non ti arriva nessun avviso.

Quando lo spazio si riempie, le copie più vecchie vengono eliminate automaticamente secondo la conservazione che hai impostato — non i backup nuovi. Se un sito è particolarmente importante, alzagli la conservazione invece di alzarla a tutti.

Backup e ripristino
L’elenco dei backup di un sito, con dimensione, scadenza, download e ripristino.

Contenuti AI

Descrivi l’argomento — oppure non descrivere niente. Tendfolio scrive l’articolo, genera le immagini, le carica nella libreria media e deposita il pezzo su WordPress. Serve a tenere vivo un blog che altrimenti resta fermo per mesi, e a venderlo come servizio senza doverlo scrivere a mano.

Come si genera un articolo

  1. Apri Contenuti e scegli il sito su cui pubblicare.
  2. Scrivi l’argomento, oppure lascia il campo vuoto: in quel caso l’AI guarda le categorie del sito e gli articoli già pubblicati, e ne sceglie uno nuovo che non sia un doppione.
  3. Imposta i quattro parametri: lunghezza, tono, quante immagini e dove deve finire (bozza, pubblicato subito, o programmato a una data).
  4. Controlla il costo in crediti scritto sotto il pulsante, insieme a quanti te ne restano. Se non bastano, il pulsante te lo dice prima e non dopo.
  5. Premi «Genera». L’articolo compare nell’elenco sotto e avanza da solo: scrittura, immagini, pubblicazione. A fine lavoro trovi il link per aprirlo su WordPress.

Cosa decide l’AI, e cosa decidi tu

  • Decidi tu: sito, argomento (se vuoi), lunghezza, tono, numero di immagini e destinazione. Sei campi, non venti.
  • Decide l’AI: titolo, estratto, indirizzo dell’articolo, categorie, tag e i prompt delle immagini.
  • La lingua è quella del sito, non quella del pannello: un sito in inglese riceve un articolo in inglese anche se tu usi Tendfolio in italiano.
  • Le immagini vengono caricate nella libreria media del sito come qualsiasi altra immagine, copertina compresa: restano tue anche se domani smetti di usare Tendfolio.
  • Se qualcosa fallisce a metà, i crediti tornano indietro. Se l’articolo è stato pubblicato ma un’immagine no, l’articolo resta e ti viene segnalata l’immagine mancante.
  • Il piano editoriale genera N articoli ogni X giorni con i parametri che hai scelto, e si ferma da solo quando raggiunge il tetto di spesa mensile che gli hai dato.
Contenuti AI
Il generatore: sei campi e il costo in crediti scritto sotto il pulsante, prima di premere.

Tendfolio AI

Una domanda in italiano sulla flotta, e una risposta costruita sui dati veri dei tuoi siti — non su quello che il modello si ricorda del mondo. È il modo più veloce per rispondere a domande che altrimenti richiederebbero di aprire dieci schede: quali siti hanno plugin con falle note, quale sta messo peggio, cosa è cambiato ieri.

  • Conosce lo stato dei siti, gli aggiornamenti disponibili, le vulnerabilità aperte, i backup e la manutenzione in corso.
  • Oltre a rispondere, può proporre azioni da eseguire: aggiornare un plugin ovunque sia vulnerabile, lanciare una scansione, mettere un sito in manutenzione.
  • Le azioni proposte non partono mai da sole: compaiono come pulsanti e si eseguono con un clic, dopo la tua conferma.
  • Ogni domanda consuma una richiesta AI del piano; quante ne restano è scritto in alto, e i crediti extra si aggiungono a quelle incluse.
Tendfolio AI
Il copilota, con le domande di partenza e il contatore delle richieste rimaste.

Report per il cliente

È il documento che giustifica la fattura. Quando un cliente chiede «ma cosa fai esattamente ogni mese», la risposta non dovrebbe essere un discorso: quanto è stato online il sito, quali aggiornamenti sono stati applicati, quali vulnerabilità sono state chiuse, quanti backup esistono.

Come si manda un report al cliente

  1. Apri la scheda del sito e vai su Report cliente.
  2. Scegli il periodo — 30, 60 o 90 giorni — e premi «Genera report».
  3. Rileggi la sintesi scritta dall’AI: è in linguaggio semplice, pensata per chi non sa cosa sia un CVE, ed è costruita sui numeri veri di quel periodo.
  4. Copia il collegamento pubblico e mandalo al cliente, oppure apri il report e stampalo in PDF se preferisce l’allegato.
  5. Se vuoi che si ripeta, attiva il report automatico: viene generato e inviato ogni mese senza che tu debba ricordartene.

Cosa contiene

  • La disponibilità del periodo, con i minuti di disservizio e quanti episodi ci sono stati.
  • Gli aggiornamenti applicati, divisi fra core, plugin e temi.
  • Gli avvisi di sicurezza chiusi e quelli ancora aperti, con la gravità.
  • I backup eseguiti nel periodo e quando è stato l’ultimo.
  • Una sintesi in prosa che lega i numeri, così il cliente capisce cosa è stato fatto senza doverli interpretare.
Report per il cliente
Generazione del report: periodo, sintesi AI e invio automatico.

Team e permessi

Le persone che lavorano sulla flotta, e i clienti che devono soltanto guardare il proprio sito. Il criterio è semplice: nessuno dovrebbe poter toccare siti che non gli competono, e un cliente non dovrebbe nemmeno sapere che esistono gli altri.

Come si invita una persona

  1. Apri Team e premi «Invita utente».
  2. Scrivi l’indirizzo email e scegli il ruolo: Proprietario, Amministratore, Operatore o Cliente.
  3. Se serve, personalizza i permessi: i ruoli sono punti di partenza, non gabbie.
  4. Scegli a quali siti dare accesso — tutti, oppure solo quelli che gli assegni.
  5. Invia. La persona riceve un’email con un invito che scade, e si crea la password da sé: tu non la vedi e non devi inventargliela.

Come sono fatti i ruoli

  • Proprietario — può tutto, compresi piano, fatturazione e rimozione di altri membri. Di solito è uno solo.
  • Amministratore — gestisce siti, aggiornamenti, sicurezza e team, ma non tocca la fatturazione.
  • Operatore — lavora sui siti che gli sono assegnati: aggiorna, fa backup, risolve avvisi. È il ruolo di chi sta in produzione.
  • Cliente — sola lettura sul proprio sito: stato, disponibilità e report. Non vede gli altri siti né i costi.
  • Se i quattro ruoli non bastano, ci sono venticinque permessi granulari da comporre come vuoi.
Team e permessi
I membri dell’organizzazione, con ruolo, permessi e siti accessibili.

Il tuo marchio sui documenti

Il report che mandi al cliente e le email che gli arrivano possono portare il tuo nome, il tuo logo e il tuo colore invece dei nostri. Il perimetro è dichiarato e stretto di proposito: si personalizza quello che ESCE, non questo pannello — chi ci lavora sa con cosa lavora, e nascondere lo strumento a chi lo usa non serve a nessuno.

Come si imposta

  1. Apri Impostazioni → Marchio. Se il tuo piano non lo include vedi comunque la schermata, spenta, con scritto cosa cambierebbe.
  2. Scrivi il nome da mostrare: è quello che il cliente legge in cima al report. Lasciandolo vuoto usiamo il nome della tua organizzazione.
  3. Carica il logo — PNG, JPEG o WebP fino a 512 KB. Quale versione serve, la chiara o la scura, te lo dice la schermata stessa in base al fondo che hai scelto; l'anteprima accanto te lo mostra com'è davvero.
  4. Scegli il fondo dell'intestazione: è la fascia in cima al report e all'email. Lasciandolo vuoto resta il nero di sempre, che è fatto per essere stampato e archiviato. Il colore del testo non te lo chiediamo — lo calcoliamo dal fondo, così su un fondo chiaro le scritte diventano scure invece di sparire.
  5. Scegli il colore d'accento: tinge il filo sopra l'intestazione, il tuo nome e il pulsante nelle email. Se non si distingue dal fondo che hai scelto te lo diciamo e al suo posto usiamo il colore del testo: un accento invisibile è peggio di nessun accento.
  6. Scrivi la riga di chiusura — per esempio «Gestito da Studio Rossi · studiorossi.it» — e salva. Vale dal report successivo.

Dove si vede, e dove no

  • Si vede: intestazione e chiusura del report cliente, sia sulla pagina pubblica sia sul PDF stampato.
  • Si vede: l'email del report automatico che arriva al cliente, con logo, colore e riga di chiusura.
  • Non si vede: il pannello, gli avvisi che arrivano a te e alla tua squadra, le notifiche su Telegram.
  • Il marchio si congela dentro il report quando viene generato: se cambi logo a novembre, quello di giugno resta com'era quando l'hai mandato.
  • Se scendi a un piano che non include il marchio, i documenti tornano a mostrare il nome dell'organizzazione — le impostazioni restano scritte e tornano se risali.

Il logo lo serviamo noi, dal nostro indirizzo. Non usiamo un collegamento al tuo sito: un report vive mesi nella casella di posta di qualcuno, e un'immagine che sparisce lascia un rettangolo rotto in un documento che porta il tuo nome.

Il tuo marchio sui documenti
Impostazioni → Marchio: nome, fondo, accento, logo e riga di chiusura, con l’anteprima dell’intestazione vera.

Notifiche

Un avviso serve solo se arriva dove guardi. La campanella nel pannello li riceve sempre, ma se un sito cade di notte deve suonare qualcosa: per questo email e Telegram si scelgono categoria per categoria, e non tutto o niente.

Come si collega Telegram

  1. Apri Impostazioni → Notifiche e attiva l’interruttore Telegram.
  2. Segui il collegamento che apre la conversazione con il bot di Tendfolio e premi «Avvia».
  3. Torna al pannello: lo stato diventa «collegato e attivo». Da quel momento scegli quali categorie devono arrivare su Telegram e quali via email.

Cosa puoi ricevere

  • Monitoraggio — sito non raggiungibile e ritorno online. Sono gli avvisi urgenti, quelli che vale la pena mandare su Telegram.
  • Aggiornamenti — nuovi aggiornamenti di plugin e temi disponibili. Vanno bene via email, una volta al giorno.
  • Sicurezza — vulnerabilità note rilevate dalle scansioni.
  • Backup, contenuti e fatturazione — esiti dei backup pianificati, articoli generati, scadenze del piano.
  • Un disservizio manda un avviso solo, non uno al minuto, e un secondo quando il sito torna online: se il telefono suona due volte, la storia è finita.
Notifiche
Scelta dei canali e delle categorie: una riga per argomento, un interruttore per canale.

API e chiavi

Tutto quello che fa il pannello si può fare da codice: elencare siti, applicare aggiornamenti, lanciare backup e scansioni, leggere la disponibilità, generare articoli. Serve a chi ha già un proprio cruscotto, o a chi vuole collegare Tendfolio a strumenti che usa di suo.

Come si crea una chiave

  1. Apri Impostazioni → API e premi «Nuova chiave».
  2. Dalle un nome che ricordi a cosa serve: fra sei mesi «test 1» non vorrà dire niente.
  3. Scegli i permessi, uno per uno. Dai solo quelli che servono davvero: una chiave che deve leggere lo stato non ha bisogno di poter cancellare backup.
  4. Copia la chiave e mettila via subito: viene mostrata per intero una volta sola e poi non è più recuperabile.
  5. Usala nell’intestazione Authorization delle tue richieste. Accanto alla chiave il pannello ti dice quando è stata usata l’ultima volta.

Buono a sapersi

  • Ogni chiave porta soltanto i permessi che le hai dato, e li puoi rivedere in qualsiasi momento.
  • C’è un limite di frequenza per chiave: serve a impedire che un’integrazione sbagliata martelli i siti dei tuoi clienti.
  • Una chiave si revoca quando vuoi, e da quel momento smette di funzionare all’istante.
  • Il riferimento completo degli endpoint, con esempi in curl e le risposte, è nella documentazione API.
API e chiavi
Le chiavi API, con permessi, stato e data dell’ultimo utilizzo.

Registro attività

Chi ha fatto cosa, quando, e com’è finita. Comprese le modifiche fatte fuori da Tendfolio — un plugin attivato a mano in wp-admin, una versione cambiata da qualcun altro — che la scansione periodica trova e registra. È la memoria della flotta.

  • Filtri per tipo di operazione — aggiornamenti, gestione plugin, contenuti, sicurezza, backup, uptime, manutenzione, AI, errori — e per singolo sito.
  • Ogni riga porta il suo esito: riuscito, fallito o con avvertimento. Le righe fallite contengono l’errore restituito dal sito.
  • Dove è stata un’azione di una persona, il registro dice chi; dove è stato un lavoro automatico, lo dice altrettanto chiaramente.
  • È il primo posto da guardare quando una cosa «non è successa»: quasi sempre è successa, ed è fallita con un messaggio preciso.
Registro attività
Il registro unificato, filtrabile per tipo di operazione e per sito.

Account, piano e crediti

Piano, crediti, spazio e sicurezza dell’accesso stanno tutti in Impostazioni, divisi in quattro schede: Account, Notifiche, API e Fatturazione.

  • Il piano decide tre numeri: quanti siti puoi collegare, quante richieste AI hai al mese e quanto spazio hai per i backup. Sono sempre visibili, con quanto ne hai già usato.
  • Le richieste AI incluse si azzerano ogni mese; i crediti comprati a pacchetti no, restano finché non li usi.
  • Il cambio di piano è immediato e il conteggio dei siti si adegua: se scendi sotto il numero di siti collegati, Tendfolio ti dice quali devi togliere prima.
  • L’autenticazione a due fattori si attiva da Impostazioni → Account. Metti via i codici di recupero da qualche parte che non sia il computer da cui accedi.
  • Da qui si cambia anche la lingua del pannello, che è indipendente dalla lingua dei siti e da quella degli articoli generati.

Se qualcosa non va

I casi che capitano davvero, con la causa più probabile e il punto da cui si comincia. Se dopo questi controlli il problema resta, il registro attività contiene sempre l’errore esatto restituito dal sito.

  • Il sito è «Disconnesso» ma dal browser si apre — quasi sempre il connettore è stato disattivato durante un intervento, oppure un firewall dell’hosting blocca le richieste in uscita verso Tendfolio. Riattiva il plugin, poi usa «Controlla ora» per non aspettare il giro successivo.
  • Un aggiornamento è fallito — apri il registro attività e leggi l’errore restituito da WordPress: nove volte su dieci è un limite di memoria PHP o un permesso sul filesystem. Se il sito aveva smesso di rispondere, Tendfolio ha già riportato indietro plugin e temi da solo.
  • Le visite risultano a zero — il conteggio arriva da un plugin di statistiche installato sul sito (per esempio WP Statistics) e attivo da qualche giorno: Tendfolio legge i suoi dati, non raccoglie il traffico per conto suo. Se il plugin è appena stato installato, servono alcuni giorni di dati.
  • Non arrivano gli avvisi — controlla Impostazioni → Notifiche: quella categoria potrebbe essere spenta proprio sul canale che stai guardando. Ricorda che la campanella nel pannello riceve tutto comunque, quindi se lì c’è l’avviso il monitoraggio funziona ed è il canale a essere spento.
  • Il backup fallisce sempre sullo stesso sito — di solito è spazio esaurito sull’hosting o un limite di memoria di PHP troppo basso per comprimere wp-content. Prova con «Solo database» per capire se è la parte file a non passare.
  • Il monitoraggio dice giù ma il sito si apre — se hai impostato una parola chiave, verifica che quel testo compaia davvero nella pagina che controlliamo (la homepage), e non solo in una pagina interna. Succede anche quando il sito risponde bene a te e male a noi: in quel caso l’errore tecnico nell’incidente dice quale delle due cose è.
  • Un cliente non vede il suo sito — controlla in Team che gli sia stato assegnato: con il ruolo Cliente si vedono solo i siti esplicitamente collegati alla persona.
  • I collegamenti rotti non compaiono: il connettore dev'essere alla versione 2.27 o più recente — lo aggiorni dalla scheda del sito — e il primo giro parte entro un giorno dal collegamento. Con «Controlla ora» non aspetti.
  • Un avviso dice che un backup non è ripristinabile — quella copia è arrivata incompleta o si è corrotta nello storage. Non è il sito ad avere un problema: lancia un backup a mano dalla scheda Backup e controlla che la nuova copia passi il controllo notturno.
  • Un avviso dice che un aggiornamento fatto fuori da Tendfolio ha rotto il sito — apri la scheda del sito: il banner in cima elenca cosa è stato aggiornato nelle ultime 48 ore, e «Riporta indietro» rimette quei componenti alla versione precedente. Se il sito non risponde affatto, prima verifica dall’hosting che sia in piedi: il ripristino passa dal connettore, e su un sito morto il connettore è morto con lui.
  • Il pulsante «Riporta indietro» non c’è — succede in tre casi: sono passate più di 48 ore dall’aggiornamento, l’aggiornamento riguardava il core di WordPress (che non si riporta indietro), oppure il sito non risponde più. Negli ultimi due la strada è la stessa: ripristina l’ultimo backup precedente al guasto.
  • Una barra rossa dice che il motore di Tendfolio è fermo — vuol dire che la parte che esegue i lavori (controlli, backup, aggiornamenti programmati, avvisi) non sta girando, e che i numeri che leggi sono l’ultimo stato conosciuto, non quello di adesso. Non è un problema dei tuoi siti e dal pannello non c’è niente da fare: scrivici. La barra sparisce da sola pochi minuti dopo che il servizio riparte.

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